domenica 28 marzo 2010

Domino


Ieri, per la prima volta nella vita, mi sono sentita triste.Ho avuto una buona vita, finora, con tanta gioia ed enormi dolori, ma non una vita triste. La tristezza è un sentimento terribile, che si prova soltanto nello squallore di una vita cattiva oppure priva di senso e nella percezione della certezza che la tua vita è alla fine e che quello che hai fatto, tutto sommato, ha una bella faccia di inutilità.
Non sono io, ad evere la certezza che la mia vita è alla fine, ma non importa: è un fattore comune a tutti. Lo sai, che è così, ma quando ti ci trovi in mezzo, è diverso.
E' triste e squallido, come un vizio: Pavese mi piace sempre di più. Il vizio assurdo di vivere! E come un vizio, difficile da smettere. Hai figli, amici, hai fatto tante cose belle e anche qualche schifezza, sempre di più le cose belle che le schifezze, eppure sei lì, da solo, quando devi toglierti il vizio di vivere. Anche quando se lo toglie qualcuno che ami da tutta la vita, che ami così tanto e così da tanto che non ricordi com'era, prima di lui o di lei.
Strazio e solitudine! Insomma, immensa tristezza.

lunedì 15 marzo 2010

Amore universale

Abbiamo abbastanza religioni per odiarci,
ma non abbastanza per volerci bene.

(Jonathan Swift)

sabato 13 marzo 2010

Sensi






















Si muovono piano,
i pensieri.
Tuttavia,
sostenuti,
intensi,
lasciano la mente.

Stridono,
i sensi,
nella tensione
della ricerca.

Follia della voce
follia della ragione.

Tornano piano,
i pensieri:
si depositano
lontano dai corpi.

Lento rollio di ninna nanna
mormorata a bocca chiusa,
Butterfly annichilita,
persa nell'usuale stupore.

Nell'immagine "Amanti"
Dipinto di René Magritte

Madre


Madre.
Mia piccola madre.
Ora so di amarti.
Ora che il tempo
s'è fatto breve,
sfuggente.
Ti chiedi,
mi chiedi
come sarà.
Non temere:
ti stringerò le mani,
saprò nascondere il dolore,
le scorie del bulino
che scava l'anima
senza speranza.
Ti terrò in braccio,
ti cullerò.
irripetibile creatura.

sabato 20 febbraio 2010

Catarsi

Se ne andò, sbattendo la porta:"Siete una massa di cadaveri imputriditi! Una inutile marcescente presenza fetida!Ogni forma di vita rischia la contaminazione,al vostro cospetto".
Appena fuori, si fermò, indugiò. Fu solo un attimo. Riprese il cammino con passo deciso.
"Non mi pento, non mi pento, non mi pento...!", e scomparve nel traffico caotico e vitale della città.

venerdì 19 febbraio 2010

Sassi


Precario equilibrio
di amicizie
sfuocate dal tempo,
macigni traballanti
sopra il peso
della gravità.

Pure,
si sostengono,
nella pericolosa danza,
gelidi metameri
di sinuosi ricordi spezzati.

Scritta il 6 gennaio 2010

domenica 7 febbraio 2010

S E N S I



Ascolto.
Si muovono piano, i pensieri:
tuttavia,
sostenuti, intensi,
si diffondono,
iniziano la danza.

Ti cerco.
Sensuale, improvviso,
scopre,
il pensiero,
anfratti nascosti,
morbidi misteri.
Scivola,
il pensiero,
in silenzio
lungo strade già note,
mai assuefatte.
Stridono i sensi
nella tensione
della ricerca.
Tu.
Le dita si sfiorano,
le mani si prendono.
Follia nella voce.
Follia nella mente.
Cresce a dismisura.
Quasi un enorme dolore.

Tornano piano,
i pensieri:
si depositano
lontano dai corpi.
Lento rollio di ninna nanna
mormorata a bocca chiusa,
Butterfly annichilita,
persa nell'usuale stupore.



Mi piace. Un po' lunga, troppi particolari...ci penso. Magari , tra qualche giorno... A Patrizia è piaciuta molto. Ci ritornerò sopra...